mercoledì 22 ottobre 2008

leggere le scritture

Oggi, su Repubblica (cartacea) un articolo di Politi sulla sempre maggiore diffidenza, da parte delle gerarchie cattoliche, verso la ricerca storico-critica sulle scritture. La paura è che i risultati acquisiti dalla ricerca storico-filologica sulla bibbia mettano in discussione l'interpretazione tradizionale e canonica. Sino a quando queste ricerche rimangono racchiuse nel ristretto cenacolo di pochi studiosi, passi. Ma se, in qualche modo, si diffondono nel sentire comune, vengono immediatamente recepite come pericolose. Insomma: la gente, è meglio che le scritture non le conosca. O meglio, che le conosca unicamente attraverso l'insegnamento della chiesa. E', paro paro, il medesimo ragionamento che vietava la traduzione delle scritture in volgare. Come dire che, da sempre, la chiesa ha paura della verità.
E, tra parentesi, come prendere sul serio il messaggio di questa chiesa, se essa stessa ne ha così poca fiducia da temere che, se lo si studia, ci si può allontanare dal "retto sentiero"?

sabato 18 ottobre 2008

verdi idee incolori

Il sacro è qualcosa che si trova appena al di là della nostra possibilità di percezione. Ne avvertiamo la presenza allo stesso modo nel quale, confusamente, sentiamo le emozioni di un sogno che non sappiamo ricordare, come un l'eco di un'esperienza nella primissima infanzia. Solo la poesia ce ne rende qualche brandello.

mercoledì 15 ottobre 2008

sbigottimento

A quanto pare, la Camera dei Deputati si espressa a favore dell'istituzioni di classi separate per gli studenti stranieri.
Qualcuno ha spiegato a questi signori che l'Italia - anzi - la nazione italiana ha bisogno assoluto d'immigrati per la sua mera sopravvivenza? Che se ci affidassimo solo agli "italiani autoctoni", tra un duecento anni, per esempio, la lingua italiana si estinguerebbe? Anche in un odioso discorso "biologico", l'Italia ha bisogno di sangue fresco, che i nostri esausti lombi non sanno o non vogliono più assicurare. Anche il peggior nazionalista dovrebbe aver chiaro che abbiamo bisogno d'"importare" italiani. E che la scuola è un potentissimo vettore d'integrazione (o di assimilazione - per usare un termine più cinico). E loro - proprio loro - vogliono depotenziarlo? Vogliono i ghetti, vogliono fabbricare nemici giurati dentro la nostra casa? Ma chi li paga, Hamas?

venerdì 10 ottobre 2008

da qui all'eternità

Oggi le borse hanno "bruciato" 400 miliardi di euro. Mettiamo che un euro è un millimetro. 1000 euro (più o meno quanto guadagno in un mese) sono un metro. Un milione di euro sono un chilometro. Un miliardo sono mille chilometri. Da Bolzano a Bari, per intendersi. 400 miliardi equivale ad andare fino alla luna, farci un giretto intorno, e iniziare a tornare verso la terra. Aspetto le perdite misurabili in unità astronomiche .
Update: Federico Rampini, Repubblica: La ricchezza bruciata nelle Borse rispetto a un anno fa raggiunge 14.300 miliardi di dollari . Siamo a 1/10 di unità astronomica!

martedì 7 ottobre 2008

una volta, una volta sola

Intervento durissimo del papa sulla contraccezione. Questo signore mostra un'attenzione maniacale, e preoccupante, attorno a metodi, strategemmi e manovre impiegate per non fare figli. Dice anche che mettersi un cappuccio sul cazzo prima di scopare non è cosa "naturale", mentre infilarsi un termometro nel culo sì. Mah. Comunque, detto signore pare non destinare alcuna attenzione al perché la gente s'ingegna in ogni modo per non averli, questi benedetti figli. Gli interessa solo il come.
I figli sono una cosa bellissima. Ma bisogna mantenerli. Avere tempo per loro. Avere un posto per loro. Allora, a quando un intervento durissimo, chessò, su chi lucra sugli affitti? Sulla precarietà del lavoro? Magari all'angelus. Quando ne avrò notizia, inizierò a provare un po' meno fastidio alle lezioni che questo signore, settimanalmente, vuole impartirmi.

giovedì 2 ottobre 2008

il fatto è

che qualcosa, per convincermi, deve toccarmi la testa o il cuore. E il cristianesimo non mi tocca ne l'una ne l'altro.

verità provate

Dice: tu sei certo delle verità matematiche. Ma queste si basano su delle affermazioni indimostrabili. Esattamente come la fede. Va bene, dico io. Ma con la matematica ci costruiscono le case, e le case stanno in piedi. E quelle fatte con calcoli sbagliati cadono. Con la religione (e, personalmente, non vedo altro motivo per seguire una religione), mi dicono, si va in paradiso. Me lo dicono, appunto.