martedì 30 settembre 2008
a volte ho penso cose che non condivido
Appena vista l'intervista di Bossi alle Jene. Beh, quell'uomo ha spessore.
sabato 27 settembre 2008
Campania 2008
oggi, su Repubblica. La retorica è quasi insopportabile, ma le cifre, se sono vere, fanno paura.
giovedì 25 settembre 2008
proprio lui
Quell'entità che "tende costantemente al male e crea costantemente il bene"; insomma, il Willy coyote dell'escatologia
schizofrenia?
Ma perché quando leggo del famoso piano di Bush per uscire dal terremoto dei subprime mi risuona in testa una vocetta che ripete "paga papà!"?
mercoledì 24 settembre 2008
quelli che
Questa gente che parla di Dio come se sapesse benissimo quello che Dio fa (sempre che Dio "faccia" qualcosa), di quello che Dio vuole (Dio? ma che bisogno ha Dio di "volere" qualcosa?), di quello che Dio pensa che sia buono per noi (sai cosa pensa Dio? Chapeau!). Insomma, questa gente parla molto di sè, ma di Dio...bah!
martedì 23 settembre 2008
bugie
Ovviamente, la chiesa cattolica quando parla di libertà religiosa mente. Libertà religiosa significa libertá di professare una religione. E quindi di seguirne i precetti. Mente chi afferma la libertà religiosa e contemporanamente pretende che siano i precetti di una religione a informare la legislazione di uno stato: si impongono precetti religiosi a chi questi precetti non condivide (perché segue precetti diversi, vuoi perché segue una religione differente, vuoi perché non segue alcuna religione)
Ammettere la libertà di religione significa ammettere che la religione non è una, che le religioni hanno lo stesso valore, e che anche l'assenza di religione ha diritto di cittadinanza.
Ammettere che sul piano teorico tutte le religioni sono uguali significa negare che una religione sia razionalmente migliore delle altre. E che, lo dico in maniera grezza, è una questione di gusti. Ve li vedete Bagnasco o Ravasi, per tacere del signore che indossa buffi cappelli, che dicono: dal punto di vista teorico, cattolico, ebreo, buddista, è la stessa minestra?
Non per niente la chiesa, quando e dove deteneva il potere, era ferocemente contraria alla libertà di religione (chiedetelo agli ebrei e agli hutteriti, se avete dubbi). E' l'unica posizione coerente per chi afferma i principi affermati dalla religione cattolica. La chiesa cattolica intende la libertà religiosa solo come garanzia per se stessa, e con la riserva mentale di revocarla, non appena in grado di farlo (non che altre religioni siano migliori, ma qualcuna sì). E non per niente si strappava le vesti per come si trattavano i cattolici in Cecoslovacchia (quando ancora esisteva), ma non ho mai sentito una parola su come si trattavano i non cattolici nella Spagna di Franco.
Ma in generale la chiesa mente sempre (vorrei dire: mente in maniera consustanziale, ma ho dubbi sull'ortografia), quando pronuncia la parola libertà.
Ammettere la libertà di religione significa ammettere che la religione non è una, che le religioni hanno lo stesso valore, e che anche l'assenza di religione ha diritto di cittadinanza.
Ammettere che sul piano teorico tutte le religioni sono uguali significa negare che una religione sia razionalmente migliore delle altre. E che, lo dico in maniera grezza, è una questione di gusti. Ve li vedete Bagnasco o Ravasi, per tacere del signore che indossa buffi cappelli, che dicono: dal punto di vista teorico, cattolico, ebreo, buddista, è la stessa minestra?
Non per niente la chiesa, quando e dove deteneva il potere, era ferocemente contraria alla libertà di religione (chiedetelo agli ebrei e agli hutteriti, se avete dubbi). E' l'unica posizione coerente per chi afferma i principi affermati dalla religione cattolica. La chiesa cattolica intende la libertà religiosa solo come garanzia per se stessa, e con la riserva mentale di revocarla, non appena in grado di farlo (non che altre religioni siano migliori, ma qualcuna sì). E non per niente si strappava le vesti per come si trattavano i cattolici in Cecoslovacchia (quando ancora esisteva), ma non ho mai sentito una parola su come si trattavano i non cattolici nella Spagna di Franco.
Ma in generale la chiesa mente sempre (vorrei dire: mente in maniera consustanziale, ma ho dubbi sull'ortografia), quando pronuncia la parola libertà.
domenica 21 settembre 2008
rana
Ma è possibile che, a proposito della rana di Kippenberger, nessuno abbia mai fatto notare che la "rana" non era una rana? L'anatomia dell'opera (a parte il capo e i piedi) è quella di un uomo. Si sono mai viste rane con i capezzoli e il pollice opponibile?
a questo punto mi chiedo: ma l'opera di kippenberger, se solo si fosse chiamata "Crocefisso con maschera di batrace" avrebbe fatto il medesimo scandalo? Un crocefisso con maschera di pulcinella sarebbe stato egualmente scandaloso? E se invece della maschera di pulcinella avesse avuto una maschera recante le fattezze di Padre Pio?Oppure se invece che verde fosse stata rosa? Insomma, non per dire, ma nei primi secoli del cristianesimo il Cristo era rappresentato con un pesce...
a questo punto mi chiedo: ma l'opera di kippenberger, se solo si fosse chiamata "Crocefisso con maschera di batrace" avrebbe fatto il medesimo scandalo? Un crocefisso con maschera di pulcinella sarebbe stato egualmente scandaloso? E se invece della maschera di pulcinella avesse avuto una maschera recante le fattezze di Padre Pio?Oppure se invece che verde fosse stata rosa? Insomma, non per dire, ma nei primi secoli del cristianesimo il Cristo era rappresentato con un pesce...
venerdì 19 settembre 2008
segreti
lo scrivo solo perché so che nessuno lo leggerà mai:
niente è più importante della salvezza.
(oddio, forse mio figlio)
niente è più importante della salvezza.
(oddio, forse mio figlio)
Grazie!
"Internet equipara ogni informazione a qualsiasi altra, abbattendo alla radice ogni pretesa di verità. Anzi, chi vuole affermare un punto fermo su materie controverse è come se si autoescludesse da un “collettivo digitale” allergico ai princìpi indiscutibili (tranne quelli wiki, s’intende). La cultura “aperta” che ispira la rete come un’ideologia intangibile è a ben guardare l’altra faccia del relativismo, al quale fornisce una legittimazione globale proprio grazie alla straordinaria penetrazione del Web."
Francesco Ognibene, Avvenire, 14.09.07
Grazie, Francesco! E' evidente che hai capito! E, se ti scomodassi a leggere i principi indiscutibili di wikipedia , scopriresti che sono sostanzialmente procedurali. Ovvero: non dicono cosa sia vero o meno, bensì quali sono le regole per raggiungere un consenso attorno a un contenuto.
Certo, se qualcuno vuole risparmiarsi la fatica, va bene la Chiesa Cattolica, che ti elenca cosa è giusto e cosa non è giusto, così tu puoi impiegare il tuo cervello per cose più importanti, tipo guardare l'isola dei famosi....
Francesco Ognibene, Avvenire, 14.09.07
Grazie, Francesco! E' evidente che hai capito! E, se ti scomodassi a leggere i principi indiscutibili di wikipedia , scopriresti che sono sostanzialmente procedurali. Ovvero: non dicono cosa sia vero o meno, bensì quali sono le regole per raggiungere un consenso attorno a un contenuto.
Certo, se qualcuno vuole risparmiarsi la fatica, va bene la Chiesa Cattolica, che ti elenca cosa è giusto e cosa non è giusto, così tu puoi impiegare il tuo cervello per cose più importanti, tipo guardare l'isola dei famosi....
chi è il matto?
Ho deciso, da domani smetto di respirare, così camperò fino a cent'anni. Se vi sembra una sciocchezza, sappiate che è già successo: l''ho letto in un libro scritto, non si sa bene da chi, il quale libro riferiva di fatti avvenuti una cinquantina d'anni prima della sua stesura. Non era stato scritto da chi aveva effettuato l'esperimento, nè da qualcuno che vi aveva assistito, bensì da persone che avevano raccolto i resoconti dei testimoni del fatto (ma non ne siamo così sicuri). E' vero, del resoconto dell'esperimento esistono versioni differenti, che divergono anche su particolari importanti. Ma il nocciolo è quello. Tutto ciò considerato, ritengo la mia decisione perfettamente razionale, e chi ne dubita è in malafede o è cieco, e in ogni caso mi manca di rispetto!.
Dite che sono pazzo? E chi mi parla della "verità storica della resurrezione di Cristo" cos'è?
Dite che sono pazzo? E chi mi parla della "verità storica della resurrezione di Cristo" cos'è?
Quanto salta la terra verso di me?
Facciamo i conti. Il volume della terra è (dovrebbe essere) di - facciamo cifra tonda - 900 miliardi di chilometri cubici. Cioè 900 miliardi di miliardi di metri cubi. Il mio volume è di 1/15 di metro cubo (sempre cifra tonda). Il mio peso specifico è praticamente 1 (sono fatto per il 70% d'acqua). Quello della terra è più alto (di solito le pietre affondano), facciamo 1,5. Allora la massa terra equivale grossomodo a 20.000 miliardi di miliardi di masse moe. Quindi, quando io salto da un metro d'altezza, la terra si muove verso di me per 1/20.000.000.000.000.000.000.000 metri. Son soddisfazioni.
giovedì 18 settembre 2008
l'ateismo non è un atto di fede
Non esistono prove dell'esistenza di Dio. Crederci è un atto irrazionale, una atto di fede. Ma non esistono nemmeno prove della non esistenza di Dio. Non credere in Dio, quindi, è un atto di fede quando crederci.
Perdonatemi, ma si tratta di una tesi che non sta ne in cielo ne in terra. Facciamo il famoso esempio del diamante grande come un frigorifero seppellito in giardino. Il mio vicino di casa sostiene che esiste. Senza alcuna prova. Con un atto di fede. Io, invece, sostengo che non esiste. Il mio è un atto di fede? O piuttoste semplice buonsenso? Con rispetto parlando, la prova che qualcosa esiste ha una natura diversa della prova che qualcosa non esiste. Per esempio è molto più facile dimostrare di possedere qualcosa che dimostrare di non possederlo. Provami che possiedi una casa: ecco l'estratto del catasto. Provami che non possiedi una casa. Che ti porto, un certificato di non-proprietà? Torniamo all'esempio del diamante. Il mio vicino vuole impedirmi di passeggiare in giardino, perché altrimenti mancherei di rispetto al diamante. Io dico al mio vicino: Per me quel diamante non c'è. E lui: dimostramelo! Calma, sei tu che devi dimostrarlo a me.
Detto per inciso, su queste considerazioni si basa il principio della presunzione d'innocenza. E' l'accusatore che ha l'onere di dimostrare le proprie affermazioni, mentre l'accusato non deve dimostrare di non aver commesso un reato. Gli basta che chi lo accusa non riesca a dimostrarlo. Le persone a cui questo principio sta tanto a cuore quando, per esempio, si procede contro un prete accusato di pedofilia, potrebbero esercitarsi ad applicarlo anche in altri campi.
E in fondo un diamante grande come un frigorifero appartiene ancora al novero delle cose fisicamente possibili. Molto improbabile, ma possibile in questo universo. Richiede una dimostrazione convincente, ma non impensabile. Per esempio basterebbe che il mio vicino scavasse in giardino e me lo mostrasse: Hume (mi pare) diceva che più straordinaria è l'affemazione, tanto più incontestabile deve essere la dimostrazione. Se tu mi racconti che ieri, in piazza, un cane ha abbiato, io ci credo senza problemi. Se sono sospettoso potrei chiedere a qualcuno che abita nelle vinanze. Ma se mi racconti che un cane ha abbaiato su Marte, non puoi portare a dimostrazione un articolo di giornale, o una foto, o la testimonianza di una persona che stimi. Devi darmi una prova che non lasci spazio al minimo dubbio.
E l'esistenza di Dio? Esiste qualcosa di più straordinario? Qualcosa che altrettanto si ponga fuori e a di là delle leggi fisiche? E allora, quanto dev'essere irrefutabile la prova della sua esistenza?
Al contrario, affermare che Dio non esiste non cambia molto delle nostre conoscenze sul mondo. Non ho bisogno di provarlo. Basta constatare che, fin ora, nessuno ha dimostrato il contrario.
Quindi, piantatela di smarronare gli atei. Sono i credenti ad avere l'onere della prova.
Se mai qualcuno leggesse questo post, io credo in Dio.
Perdonatemi, ma si tratta di una tesi che non sta ne in cielo ne in terra. Facciamo il famoso esempio del diamante grande come un frigorifero seppellito in giardino. Il mio vicino di casa sostiene che esiste. Senza alcuna prova. Con un atto di fede. Io, invece, sostengo che non esiste. Il mio è un atto di fede? O piuttoste semplice buonsenso? Con rispetto parlando, la prova che qualcosa esiste ha una natura diversa della prova che qualcosa non esiste. Per esempio è molto più facile dimostrare di possedere qualcosa che dimostrare di non possederlo. Provami che possiedi una casa: ecco l'estratto del catasto. Provami che non possiedi una casa. Che ti porto, un certificato di non-proprietà? Torniamo all'esempio del diamante. Il mio vicino vuole impedirmi di passeggiare in giardino, perché altrimenti mancherei di rispetto al diamante. Io dico al mio vicino: Per me quel diamante non c'è. E lui: dimostramelo! Calma, sei tu che devi dimostrarlo a me.
Detto per inciso, su queste considerazioni si basa il principio della presunzione d'innocenza. E' l'accusatore che ha l'onere di dimostrare le proprie affermazioni, mentre l'accusato non deve dimostrare di non aver commesso un reato. Gli basta che chi lo accusa non riesca a dimostrarlo. Le persone a cui questo principio sta tanto a cuore quando, per esempio, si procede contro un prete accusato di pedofilia, potrebbero esercitarsi ad applicarlo anche in altri campi.
E in fondo un diamante grande come un frigorifero appartiene ancora al novero delle cose fisicamente possibili. Molto improbabile, ma possibile in questo universo. Richiede una dimostrazione convincente, ma non impensabile. Per esempio basterebbe che il mio vicino scavasse in giardino e me lo mostrasse: Hume (mi pare) diceva che più straordinaria è l'affemazione, tanto più incontestabile deve essere la dimostrazione. Se tu mi racconti che ieri, in piazza, un cane ha abbiato, io ci credo senza problemi. Se sono sospettoso potrei chiedere a qualcuno che abita nelle vinanze. Ma se mi racconti che un cane ha abbaiato su Marte, non puoi portare a dimostrazione un articolo di giornale, o una foto, o la testimonianza di una persona che stimi. Devi darmi una prova che non lasci spazio al minimo dubbio.
E l'esistenza di Dio? Esiste qualcosa di più straordinario? Qualcosa che altrettanto si ponga fuori e a di là delle leggi fisiche? E allora, quanto dev'essere irrefutabile la prova della sua esistenza?
Al contrario, affermare che Dio non esiste non cambia molto delle nostre conoscenze sul mondo. Non ho bisogno di provarlo. Basta constatare che, fin ora, nessuno ha dimostrato il contrario.
Quindi, piantatela di smarronare gli atei. Sono i credenti ad avere l'onere della prova.
Se mai qualcuno leggesse questo post, io credo in Dio.
mercoledì 17 settembre 2008
sempre sui valori non negoziabili
In estrema sintesi: affermare valori non negoziabili (insomma, negare il relativismo), equivale ad affermare la legge del più forte. Il non-relativismo (che non so nemmeno come si chiama) di fatto nega qualsiasi etica e qualsiasi morale.
(Non solo "di fatto", ma anche "nei fatti": Il nazismo non era relativista: aveva ben chiari dei valori non negoziabili. Diversi dai vostri, ma precisi. E affermati con coerenza)
Accipicchia, ma JR, in che anni faceva il ginnasio?
(Non solo "di fatto", ma anche "nei fatti": Il nazismo non era relativista: aveva ben chiari dei valori non negoziabili. Diversi dai vostri, ma precisi. E affermati con coerenza)
Accipicchia, ma JR, in che anni faceva il ginnasio?
venerdì 12 settembre 2008
isomorfismo?
"Alcuni autori parlano della necessità di Internet -a sua volta un prodotto dell'open source- perché l'open source medesimo abbia successo. Internet permette al modello di sviluppo dell'OSS di funzionare" (p.i, 12.09.08): perché l'open source funzioni ci vuole internet, ma per far funzionare internet ci vuole l'opensource. Ricorda da vicino il paradosso della replicazione nella cellula vivente: per replicare una cellula ci vuole il sistema DNA-RNA e le proteine. Ma perché il DNA funzioni ci vogliono le proteine, e perchè le proteine funzionino ci vuole il sistema DNA-RNA.
giovedì 11 settembre 2008
a proposito di diritti d'autore
Ma se 30 anni fa le ditte produttrici di macchine da scrivere avessero avuto la stessa influenza delle major musicali di oggi, come sarebbe adesso il mondo?
martedì 9 settembre 2008
sui valori non negoziabili
Se si afferma l'esistenza di valori non negoziabili, i casi sono due.
1. Si accetta che i valori non negoziabili possano essere diversi da persona a persona (o da credo a credo, es lo mismo).
2. Non lo si accetta, e gli unici valori non negoziabili sono quelli che si affermano. Chi proclama "valori non negoziabili" diversi erra, in buona o cattiva fede.
Che fare nel caso 1? Se non vogliamo raccontarci fuffa, non è data la possibilità di un confronto: confrontarsi attorno a un "valore non negoziabile" implica che sia disposti a negoziare. Altrimenti il confronto è una presa in giro - e comunque non porta da nessuna parte. Nel caso di collisioni tra "valori non negoziabili" differenti, l''unica possibilità è imporre i propri, e reprimere quelli altrui, se necessario con la forza (sempre che se ne abbia la possibilità).
E nel caso 2? Beh, gli errori vanno corretti, se necessario con la forza (sempre che se ne abbia la possibilità).
I "valori non negoziabili" non sono altro che il travestimento della legge del più forte.
Ora, la legge del più forte prescinde da qualsiasi giudizio sulle motivazioni del più forte. La discriminante è la forza. La forza diventa l'unico valore significativo. I valori "soggiacienti" sono insignificanti. Parlare di "valore non negoziabile" significa annullare qualsiasi valore che non sia la forza. I "valori non negoziabili" sono il cancro della stessa idea di valore.
1. Si accetta che i valori non negoziabili possano essere diversi da persona a persona (o da credo a credo, es lo mismo).
2. Non lo si accetta, e gli unici valori non negoziabili sono quelli che si affermano. Chi proclama "valori non negoziabili" diversi erra, in buona o cattiva fede.
Che fare nel caso 1? Se non vogliamo raccontarci fuffa, non è data la possibilità di un confronto: confrontarsi attorno a un "valore non negoziabile" implica che sia disposti a negoziare. Altrimenti il confronto è una presa in giro - e comunque non porta da nessuna parte. Nel caso di collisioni tra "valori non negoziabili" differenti, l''unica possibilità è imporre i propri, e reprimere quelli altrui, se necessario con la forza (sempre che se ne abbia la possibilità).
E nel caso 2? Beh, gli errori vanno corretti, se necessario con la forza (sempre che se ne abbia la possibilità).
I "valori non negoziabili" non sono altro che il travestimento della legge del più forte.
Ora, la legge del più forte prescinde da qualsiasi giudizio sulle motivazioni del più forte. La discriminante è la forza. La forza diventa l'unico valore significativo. I valori "soggiacienti" sono insignificanti. Parlare di "valore non negoziabile" significa annullare qualsiasi valore che non sia la forza. I "valori non negoziabili" sono il cancro della stessa idea di valore.
lunedì 8 settembre 2008
ce l'ho sulla punta della lingua
Come si dice sharia in italiano?
Perché ho l'impressione potrebbe essere un articolo di grande successo
Perché ho l'impressione potrebbe essere un articolo di grande successo
bestemmie
- Dio (scriverlo è bestemmia secondo gli ebrei ortodossi)
- Maometto si è ispirato al cristianesimo e all'ebraismo (bestemmia per i musulmani)
- www.ziobudda.net (bestemmia per i buddisti; equivale, diciamo a www.porcamadonna.com)
domenica 7 settembre 2008
matrimoni solidi
Tremonti: questo governo ambisce alle nozze d'argento con gli italiani. Ma un ventennio non era bastato?
Giocare a biliardo da Dio
Ci sono due giocatori di biliardo. Il primo, con un unico colpo, mette tutte le palle in buca. Il secondo fa anche lui un colpo eccellente, ma poi si accorge che qualche palla non entra, e, di nascosto, con la manina, corregge la traiettoria. Ecco, il Dio - o chi, o cosa per lui - che presiede al progetto intelligente mi pare proprio questo secondo giocatore.
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