Non esistono prove dell'esistenza di Dio. Crederci è un atto irrazionale, una atto di fede. Ma non esistono nemmeno prove della non esistenza di Dio. Non credere in Dio, quindi, è un atto di fede quando crederci.
Perdonatemi, ma si tratta di una tesi che non sta ne in cielo ne in terra. Facciamo il famoso esempio del diamante grande come un frigorifero seppellito in giardino. Il mio vicino di casa sostiene che esiste. Senza alcuna prova. Con un atto di fede. Io, invece, sostengo che non esiste. Il mio è un atto di fede? O piuttoste semplice buonsenso? Con rispetto parlando, la prova che qualcosa esiste ha una natura diversa della prova che qualcosa non esiste. Per esempio è molto più facile dimostrare di possedere qualcosa che dimostrare di non possederlo. Provami che possiedi una casa: ecco l'estratto del catasto. Provami che non possiedi una casa. Che ti porto, un certificato di non-proprietà? Torniamo all'esempio del diamante. Il mio vicino vuole impedirmi di passeggiare in giardino, perché altrimenti mancherei di rispetto al diamante. Io dico al mio vicino: Per me quel diamante non c'è. E lui: dimostramelo! Calma, sei tu che devi dimostrarlo a me.
Detto per inciso, su queste considerazioni si basa il principio della presunzione d'innocenza. E' l'accusatore che ha l'onere di dimostrare le proprie affermazioni, mentre l'accusato non deve dimostrare di non aver commesso un reato. Gli basta che chi lo accusa non riesca a dimostrarlo. Le persone a cui questo principio sta tanto a cuore quando, per esempio, si procede contro un prete accusato di pedofilia, potrebbero esercitarsi ad applicarlo anche in altri campi.
E in fondo un diamante grande come un frigorifero appartiene ancora al novero delle cose fisicamente possibili. Molto improbabile, ma possibile in questo universo. Richiede una dimostrazione convincente, ma non impensabile. Per esempio basterebbe che il mio vicino scavasse in giardino e me lo mostrasse: Hume (mi pare) diceva che più straordinaria è l'affemazione, tanto più incontestabile deve essere la dimostrazione. Se tu mi racconti che ieri, in piazza, un cane ha abbiato, io ci credo senza problemi. Se sono sospettoso potrei chiedere a qualcuno che abita nelle vinanze. Ma se mi racconti che un cane ha abbaiato su Marte, non puoi portare a dimostrazione un articolo di giornale, o una foto, o la testimonianza di una persona che stimi. Devi darmi una prova che non lasci spazio al minimo dubbio.
E l'esistenza di Dio? Esiste qualcosa di più straordinario? Qualcosa che altrettanto si ponga fuori e a di là delle leggi fisiche? E allora, quanto dev'essere irrefutabile la prova della sua esistenza?
Al contrario, affermare che Dio non esiste non cambia molto delle nostre conoscenze sul mondo. Non ho bisogno di provarlo. Basta constatare che, fin ora, nessuno ha dimostrato il contrario.
Quindi, piantatela di smarronare gli atei. Sono i credenti ad avere l'onere della prova.
Se mai qualcuno leggesse questo post, io credo in Dio.
giovedì 18 settembre 2008
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